Osteopatia e stress. Cosa fare?

  • Se pensi di essere stressato a sufficienza,
  • Se pensi che sia ora di affrontare la cosa agendo SU TE STESSO,
  • Se pensi a quanto ti prende, sia in termini di energie, di tempo, di soldi impiegati finora senza trovare una soluzione che sia REALE E DURATURA
  • Se pensi ai tempi passati in cui lo stress era sicuramente presente, ma in quantità MOLTO minori,

 

Ti invito a leggere quest’articolo, lo commentiamo alla fine.

 

“Lo stress di natura psicologica o emotiva è in grado di produrre notevoli cambiamenti nel sistema muscolo-scheletrico, influenzando profondamente il funzionamento complessivo del corpo.

Tutti i cambiamenti emotivi si riflettono nei tessuti molli. Atteggiamenti come la rabbia o la paura, così come stati d’animo come eccitazione o depressione producono schemi posturali e muscolari. Esiste anche uno stretto legame tra la postura abituale e atteggiamenti e stati psicologici.

 

Molte posture e tensioni difensive derivano da ansia e stress. Se questo è continuato e ripetuto le restrizioni e le modifiche avranno luogo nei tessuti molli.

Se queste restrizioni non vengono rilasciate esse diventano auto-perpetuanti e fonte di dolore e maggiore stress, la capacità di rilassarsi viene spesso persa e ne deriva una notevole dissipazione di energia nervosa.

L’osteopatia porta a comprendere il modo in cui il corpo funziona, questo aiuta a chiarire come gli stress possono produrre effetti diversi in diverse persone.

 

Non esistono due persone che reagiscono allo stress nello stesso modo.

Anche in condizioni identiche, reazioni ed effetti variano. Mentre è importante conoscere cosa è lo stress e come il corpo reagisce ad esso in generale, maggiore attenzione deve essere applicata all’individuo che riceve lo stress, l’unica caratteristica dalla quale si determina il risultato finale.

 

Perché una persona sviluppa un’ulcera, un’altra il diabete ed un’altra ancora la pressione alta?

Tutte queste condizioni possono essere il risultato apparente di schemi di stress simili. È evidente, quindi, che i fattori di stress non determinano la risposta del corpo.

L’individualità della persona è il fattore determinante per stabilire quali aspetti del corpo si adatteranno o reagiranno in risposta a qualsiasi stimolo o stress.

La malattia, in ultima analisi, è il fallimento di adattarsi o far fronte alle richieste fatte al corpo dall’ambiente totale in cui una persona vive.

Se i fattori di stress sono costanti o ripetuti frequentemente, e non c’è rilascio dell’ accumulo di tensione, possono manifestarsi una varietà di sintomi, tra cui vertigini, dolori e rigidità muscolare, cefalea, disturbi della vista, ipertensione, problemi circolatori e cardiaci, difficoltà respiratorie, tra cui asma e allergie, palpitazioni, disturbi digestivi, tra cui ulcere, difficoltà di deglutizione, disturbi della glicemia (alta o bassa), mal di schiena, disturbi della pelle, disturbi intestinali (stipsi o colite), difficoltà sessuali etc.

Tutti questi disturbi possono derivare da altre cause, naturalmente, ma spesso compaiono quando vi è una prolungata esposizione allo stress. Fattori di stress nocivi spesso rientrano in categorie quali difficili rapporti personali, pressione eccessiva a causa di scadenze e dei fattori tempo, ansia finanziaria, incapacità di comunicare sentimenti, problemi di personalità (sicurezza di sé, etc), incapacità di concentrarsi e vivere nel presente (il futuro o il passato dominano), drammatici cambiamenti di stile di vita etc.

 

Sindrome Generale di Adattamento
Quando lo stress è prolungato o ripetuto frequentemente possono avere inizio una serie di cambiamenti che fanno parte di ciò che è conosciuta come la Sindrome Generale di Adattamento (SGA). Inizialmente i meccanismi di autoregolazione del corpo, che mantengono l’equilibrio interno o omeostasi, affrontano in modo adeguato gli episodi costanti di eccitazione, con tutti i cambiamenti che questi richiedono.

Dopo mesi o anni però, la capacità del corpo di adattarsi o affrontare adeguatamente sarà compromessa.

Inizia così uno squilibrio e una rottura degli equilibri interni, subentra così la fase di esaurimento della SGA prendendo il posto della fase di adattamento. Questo è quando i sintomi diventano evidenti e spiacevoli; a seconda delle caratteristiche molto personali e individuali (fisiologiche, psicologiche etc.), il modo in cui questa fase di esaurimento si manifesta può variare.

I segni di stress si manifestano, e qualsiasi cosa, da insonnia all’asma, ad alta pressione del sangue, fino ad esaurimento o depressione o presenza di ulcere può comparire.

Se il trattamento in questa fase ha uno scopo sintomatico allora ci si può aspettare ben poco. L’unica vera speranza è quella di affrontare le cause e questo coinvolge sia il fattore di stress, sia il corpo e la mente dell’individuo.

Questo è il concetto olistico che permea la “guarigione naturale” in generale e l’osteopatia in particolare. Se nulla di positivo viene fatto durante la fase di esaurimento della SGA si determinerà il crollo finale dell’individuo.

Se il trattamento è palliativo (farmaci, etc.) dovrebbe essere previsto un analogo risultato finale, anche se i sintomi potrebbero essere resi più sopportabili per un po’. Se, tuttavia, viene trattato il quadro “totale”, c’è speranza di recupero per una salute ottimale.

Nel trattare lo stress bisogna porre attenzione a tutti gli aspetti. In primo luogo lo stile di vita dell’individuo richiede una revisione:

  • Quanto riposo?
  • Rilassamento?
  • Meditazione?
  • La dieta è equilibrata e include una quantità adeguata di nutrienti vitali?
  • Quali aspetti del problema possono essere aiutati dalla consulenza? dalla psicoterapia? etc.

 

Disfunzione Vertebrale

Cosa è che determina la “rottura” di una parte del corpo sotto uno stress prolungato? Ci sono certamente tendenze eriditarie e questo deve essere tenuto presente.

C’è un altro “organizzatore chiave” all’interno del corpo al quale la professione osteopatica, in particolare, presta molta attenzione: è il sistema nervoso, ed il ruolo della disfunzione vertebrale i quali incidono sul modo in cui si manifestano particolari modelli di malattia. 

Ricerche approfondite negli Stati Uniti, gran parte di questo condotte dal professor Irvin Korr nel corso degli ultimi 35 anni hanno stabilito quanto segue:

    • Che esistono nella maggior parte delle colonne vertebrali delle persone aree o segmenti che sono anormali in almeno uno di questi tre modi: queste aree possono essere ipersensibili alla pressione; limitate nella mobilità (movimento) o asimmetriche (fuori posizione). Tali cambiamenti sono comuni anche in persone apparentemente sane.

 

    • Queste zone sono anormali nel grado di tensione o di tono a livello tessuti molli locali ed i nervi in questa zona rispondono in maniera anomala a qualsiasi stimolo. Alcune delle cellule nervose che si occupano dei messaggi sensitivi o della funzione autonoma o della funzione volontaria saranno in uno stato di ipereccitabilità cronica. In altre parole esse reagiranno più rapidamente, più intensamente e più a lungo di quanto dovrebbero, anche a un lieve stimolo di qualsiasi tipo.

 

Questo stato di sovra-reazione si manifesta spesso nei tessuti o organi che queste cellule nervose approvvigionano e controllano.

 

Questi segmenti che reagiscono in maniera anomala possono dipendere da infortuni o stress posturale, o possono derivare da problemi in un particolare organo o sistema (per esempio un problema della cistifellea) che manda indietro, lungo i nervi che lo controllano, messaggi di “irritazione” ai centri spinali, nei quali l’irritazione locale può diventare cronica e causare cambiamenti nel tono dei tessuti molli.

Se la causa iniziale è riflessa (dall’organo alla zona spinale) o diretta, ossia a cambiamenti biomeccanici nella stessa colonna, il risultato è un segmento del sistema nervoso sovra-eccitabile. Dato che il sistema nervoso organizza funzioni adattive e protettive del corpo, nei rapporti con tutte le variazioni ambientali (variazioni di temperatura, aumento di attività, ecc), così come la reazione allo stress emozionale (reazione di allarme, ecc), uno stato di eccessiva eccitabilità, in una zona particolare, ha enormi conseguenze locali e a distanza.

Tale zona è nota come segmento facilitato (cioè che permette una facile conduzione ed attività degli impulsi nervosi). Questo porta ad effetti imprevedibili sull’organo bersaglio. Se tale area si verifica nella regione superiore spinale può essere associata, ad esempio, ad una disfunzione cardiaca; se si verifica in una zona spinale intermedia, allora l’effetto potrebbe essere sugli organi digestivi come il fegato o pancreas etc. Va ricordato che, sebbene l’area spinale mantiene tale sovra o sotto attività del sistema nervoso, il problema potrebbe avere origine nell’organo stesso, per vari motivi (infezione, stato tossico etc), e l’irritazione spinale con conseguente stato facilitato potrebbero risultare da questo.

Se lo stress fa parte della vita dell’individuo allora la presenza nella colonna vertebrale di tali aree è la regola piuttosto che l’eccezione. Questo causerà una reazione eccessiva, in maniera cronica, e il risultato finale sarà che l’organo bersaglio o sistema risulterà anormale nella sua funzione. Nel corso del tempo questo si tradurrà in un danno e una disfunzione dell’organo colpito con turbamento dell’economia dell’intero corpo.

I metodi osteopatici consentono agli operatori di individuare rapidamente questi segmenti facilitati o disfunzionali.

La manipolazione osteopatica della colonna vertebrale e dei tessuti molli (ad esempio tecniche neuro-muscolari) possono spesso normalizzare queste zone, ma in casi cronici protratti nel tempo può essere possibile solo miglioramento limitato.

Tutti i fattori controllabili dentro e fuori la persona dovrebbero essere la preoccupazione di chi la sta trattando. Bisogna tener conto dello stile di vita e della personalità dell’individuo. Dopo aver bilanciato i fattori evidenti (sonno, rilassamento, esercizio, dieta, etc.) rimane ancora la normalizzazione della componente biomeccanica del corpo, il sistema muscolo-scheletrico in generale e in particolare la colonna vertebrale.

Lo stress può essere visto come qualcosa che provoca e perpetua disfunzioni e malattie, in base ai fattori individuali sia mentali che fisici.

L’osteopatia offre l’opportunità di intervenire contribuendo a normalizzare le strutture che “organizzano” gli effetti dello stress sul corpo.

Questo, insieme alla consulenza per quanto riguarda lo stress emotivo, l’incoraggiamento verso la corretta alimentazione, esercizi di rilassamento etc., contribuirà a ridurre al minimo l’effetto dello stress e fornire un approccio globale, non-farmacologico, a questo problema universale.”

[Tratto da Osteopathy: A Complete Health Care System (L. Chaitow)]

 

Che te ne pare? Analizziamo solo una cosa:

 

Se andiamo a riflettere su un punto in particolare, quando dice:

[…la reazione allo stress emozionale (reazione di allarme, ecc), uno stato di eccessiva eccitabilità, in una zona particolare, ha enormi conseguenze locali e a distanza] credo che rappresenti il fulcro dell’articolo.

Mi spiego meglio.

Il mio paziente tipo è una persona che svolge un lavoro prevalentemente autonomo, (come mi piace definirlo, un portatore sano di partita iva) abituato cioè ad iniziare ad una certa ora a lavorare, MA non sa esattamente quando finirà la giornata.

Solitamente finisce quando i clienti sono soddisfatti, ma questo livello si raggiunge con difficoltà, con TANTA pazienza, e anche qualche momento dove la calma può fisiologicamente venire a mancare. E’ normale, non siamo macchine.

Può succedere quindi che sfoghi le su “ansie” in un determinato modo (col cibo, irrigidendo il collo, o percependo un male “al fianco” generico).

Il suddetto “male”però può essere il risultato di innumerevoli interconnessioni tra (ad esempio) muscoli, fascia, stomaco, intestino… e il compito dell’osteopata è proprio questo: analizzare il paziente nella sua globalità, trovando l’origine e trattare le disfunzioni che verranno trovate.

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